la nostra apicoltura

Il nostro obiettivo e di avvicinarsi a un tipo di apicoltura che sia il più sostenibile possibile, per noi e per le api. Per poterlo fare alleviamo e selezioniamo ceppi di api nere (nigra e carnica), molto simili alle estinte api locali. Prima dell’avvento dell’apicoltura moderna (anni ’40) l’alta valle Ossola era popolata dai bugni villici, delle arnie rurali che ogni famiglia contadina possedeva, l’unica operazione che veniva svolta era raccogliere il miele in surplus tramite apposito melarietto. Un po’ come raccogliere le mele da un melo. A detta dei pochi contadini dell’epoca rimasti, le api che popolavano questi bugni erano nere, non necessitavano alcun tipo di nutrizione o intervento da parte dell’uomo ed erano pure mansuete. Con la modernizzazione dell’apicoltura questo ceppo è andato perduto, sostituito da ceppi di api più produttive, ma che poi con il tempo si sono dimostrate più delicate e più bisognose di aiuto e manovalanza da parte dell’apicoltore per poter sopravvivere. Questo è il grosso problema dell’agricoltura in generale, in quest’ultimo secolo si sono persi la maggior parte delle varietà locali più rustiche e resistenti, per far posto a ibridi spinti e selezionati unicamente per produrre.

Fortunatamente nella vicina Svizzera e Austria si sono conservati i ceppi di api nere locali nigra e carnica. Da queste linee progenitrici continuiamo a selezionare le api più adatte al clima del nostro territorio alpino, seguendo i criteri selettivi che si avvicinano a quelli di una selezione naturale.